| I corpi ciliari presentano
alla nascita una lunghezza media di 3,06 mm nasalmente e 3,31 mm
temporalmente; a 24 mesi la lunghezza dei corpi ciliari è
circa i ¾ rispetto all’occhio adulto (Aiello AL e coll.,
1992). A sei anni di età, i corpi ciliari nasali rag-giungono
il 90% della lunghezza da adulto, e i corpi ciliari temporali l’85%.
Uno svi-luppo simile lo presenta la pars plana, che occupa il 75%
della lunghezza totale dei corpi ciliari. Entrambe le strutture,
corpi ciliari e pars plana sono presenti e distingui-bili alla nascita.
Questi diversi rapporti spaziali dell’occhio del bambino rispetto
all’adulto condi-zionano le tecniche di chirurgia vitreoretinica.
L’inserzione anteriore della retina (Daicker B, 1972) ( Kwitko
ML, 1979) richiede la esecuzione delle sclerotomie in pars plicata
(Maguire AM, Trese MT, 1992) per evitare rotture di retina iatrogene.
Altro problema riguarda il cristallino che nei bambini occupa una
parte maggiore del-la camera vitrea (Kwitko ML 1979) (Apple DJ,
Naumann GOH, 1986), con maggiori difficoltà di manipolazione
degli strumenti chirurgici per il rischio di danno mecca-nico al
cristallino. Anche le correnti determinate dai fluidi di infusione
in camera vi-trea possono danneggiare il cristallino.
In età pediatrica, il corpo vitreo presenta aderenze molto
marcate con la retina e non è presente il distacco posteriore
di vitreo WR, 1966) (Seebag J, 1991). Creare un distacco posteriore
di vitreo durante la vitrectomia, a questa età è molto
difficile e spesso impossibile per la tenace aderenza della ialoide
posteriore alla retina. Altra ca-ratteristica da non sottovalutare
è tendenza alla proliferazione vitreoretinica. E’ risa-puto
che la proliferazione vitreoretinica ha in età pediatrica
un decorso molto più pre-coce e rapido rispetto agli adulti
(Bodard GE, e coll,, 1978).
Quando è necessario applicare un cerchiaggio episclerale
bisogna ricordare che le bande in silicone larghe 2 mm o 2,5 mm,
a questa età possono supportare un’ampia porzione di
retina periferica, potendosi estendere dall’ora serrata fino
all’equatore. Con l’età, l’ingrandimento
del bulbo e il rilascio delle trazioni anteriori, può essere
necessario rimuovere la banda di silicone anche per evitarne lo
scivolamento poste-riore. La scelta del sostituto vitreale come
mezzo tamponante è condizionata dalla difficoltà nell’utilizzo
dei gas, relativa alla gestione postoperatoria, sia per il posizio-namento
che per il monitoraggio della pressione intraoculare, a favore dell’utilizzo
del silicone (Rodriguez F, Lewis H, 1991).
La prognosi visiva a lungo termine per i traumi oculari gravi in
età pediatrica è in-certa e spesso non soddisfa le
aspettative del medico, del paziente e della famiglia. L’ambliopia
e la proliferazione vitreoretinica sono i due fattori che condizionano
in maniera determinante i risultati visivi finali (Sternberg P,
De Juan E, e coll., 1984) (Alfaro DV, Chaundhry NA, e coll., 1994)
(Haut J, Larricart P, e coll., 1989) (Guil-lame JB, Godde-Jolly
D, e coll., 1991) (Rodriguez F, Lewis H, 1991). |