| Le rotture di coroide possono
essere classificate in base al meccanismo di forma-zione come dirette
o indirette. Le rotture di coroide dirette avvengono anteriormente
al sito di impatto e sono tipicamente parallele all'ora serrata
(Benson WE, Shakin J e coll. 1988). Le rotture di coroide indirette
sono posteriori, lontane dal sito di impatto, e sono tipicamente
concentriche al nervo ottico, con aspetto semilunare. Rappresen-tano
una rottura della membrana di Bruch e della coriocapillare, anche
se in alcuni casi possono verificarsi rotture complete, a tutto
spessore. Il meccanismo responsabi-le di una rottura traumatica
di coroide è determinato da forze da contraccolpo delle onde
di pressione originate nel segmento anteriore. Quindi la rottura
di coroide può essere spiegata dalla scarsa elasticità
della membrana di Bruch rispetto alla retina e alla sclera (Bressler
SB, Bressler NM, 1991). Possiamo avere diversi quadri istopato-logici:
nella fase acuta l’emorragia è una condizione frequente
ed è determinata dalla rottura della coroide; questa emorragia
provoca la migrazione di fibroblasti che si osserva da 4 a 14 giorni
dopo il trauma; comune è anche una iperplasia dell'epitelio
pigmentato retinico.
La cicatrizzazione della coroide si sviluppa dalle 3 alle 4 settimane
dopo il trauma, queste cicatrici presentano, nella fase di formazione,
dei neovasi (Kelley JS, Dhaliwal RS, 1994) (Gass JDM, 1987), che
nella maggioranza dei casi regrediscono senza sequele ulteriori.
Tre sono le cause responsabili del calo visivo da rottura di coroide:
a) rottura interessante la fovea, b) retinopatia mento, c) sviluppo
di neovasi dalla coroide e accumulo di sangue nello spazio subfoveale.
I neovasi dalla coroide si possono sviluppare anche mesi o anni
dopo il trauma e possono essere associati a sollevamento sieroso
o sieroemorragico dell'epitelio pigmentato retinico (Aguilar JP,
Green R, 1984). Queste neovascolasrizzazioni se-condarie possono
essere gestite mediante trattamento laser fotocoagulativo (Fuller
B e coll. 1973), oppure essere rimosse chirurgicamente (Gross JG
e coll. 1996).
Diversi autori sostengono che la rottura della membrana di Bruch
sia un elemento non necessario per lo sviluppo di neovasi della
coroide. Il danno dell'epitelio pig-mentato retinico, da solo, può
stimolare lo sviluppo di pseudopodi che erodono la membrana di Bruch
e il processo litico può così dar luogo alla neovascolarizzazione
anche senza rottura della membrana di Bruch. (Goldberg MF, 1976).
All’esame del campo visivo può essere presente nella
fase acuta uno scotoma cen-trale o centrocecale che gradualmente
migliora nelle settimane o mesi successivi al trauma. Non sono esclusi
casi di alterazione del campo visivo in zone distanti dalla rottura
di coroide determinate da una epiteliopatia retinica traumatica.
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