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CON COINVOLGIMENTO DEL SEGMENTO POSTERIORE IN ETA’ PEDIATRCA
 
Dott. Manlio Nicoletti   •   Dott. Silvia Garuti   •   Dott. Giorgio Tassinari
 


 
ROTTURA DI RETINA EXTRAFOVEOLARE < indietro prosegui >

Raramente si verificano rotture di retina sul polo posteriore. Le lesioni hanno distribuzione paravascolare e il vitreo aderente è al bordo anteriore della rottura. Queste rotture di retina sono determinate dalla trazione del corpo vitreo sui vasi durante il trauma.

 
Fig. 6:
Fluorangiografia in fase acuta
di rottura di retina e di coroide extrafoveolare
Rottura di retina e di coroide extrafoveolare
Fig.7:
Scotoma centrocecale (C.V. 30-II)
ad un anno di distanza;
 
Fig 8:
Foto a colori ad un anno dal trauma, con marcata atrofia dell’epitelio pigmentato al polo posteriore e aree di ipertrofia in sede della rottura di retina parapapillare.
Fig.9:
Esiti di distacco di retina da foro maculare post-traumatico, con rimaneggiamento dell’EPR.
 
ROTTURA FOVEOLARE torna in alto ^

La fovea è caratterizzata anatomicamente da un assottigliamento degli strati interni della retina, con uno spessore di 0,10 mm al centro, rispetto ai 0,23 mm alla periferia della macula (Duke-Elder S, 1961) (Last RJ, 1968) Questa conformazione anatomica predispone l'area alla formazione di fori maculari a tutto spessore in conseguenza di traumi bulbari (Knapp H, 1869 I fori maculari traumatici possono associarsi a commotio retinae, emorragie sottoretiniche e rotture di coroide. ).
La patogenesi in queste circostanze non è la trazione tangenziale responsabile della formazione del foro maculare idiopatico. Il meccanismo patogenetico infatti com-prende: a) necrosi postcontusiva, b) emorragia subfoveale postcontusiva, c) trazione vitreale.
I fori maculari si verificano nel 4-5% dei pazienti con traumi contusivi bulbari e possono svilupparsi a distanza di tempo dal trauma iniziale (Ghafouri A e coll. 1997). I sintomi sono caratterizzati da scotoma centrale e da metamorfopsie. I fori maculari generalmente rimangono stabili e raramente determinano un distacco di retina.
Il foro maculare può essere associato a distacco di retina post-traumatico. Marghe-rio e Schepens (1972) riportano una incidenza di fori maculari nell' 1,3% dei pazienti con distacco di retina traumatico, rispetto ad un’incidenza dello 0,5% dei distacchi di retina non traumatici.
La terapia d’elezione è il trattamento chirurgico mediante vitrectomia e rimozione del vitreo corticale posteriore.(Garcia-Arumi J, Corcostegui B e coll. 1997) (Marghe-rio AR, Margherio RR e coll. 1998). Nei soggetti giovani, questa procedura chirurgi-ca è complicata per la marcata aderenza del vitreo posteriore alla regione maculare. Studi sperimentali hanno mostrato i benefici dell’utilizzo di enzimi litici per il vitreo o l’interfaccia vitreo retinica (Verstraeten TC, Chapman C e coll. 1993), (Tezel TH, Del Priore LV, Kaplan HJ, 1998). Uno studio condotto da Margherio AR e coll. (1998) dimostra i vantaggi dell’utilizzo di plasmina autologa per la lisi enzimatica del vitreo prima della vitrectomia in casi pediatrici di fori maculari traumatici.

 

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Ospedale Maggiore C.A. Pizzardi Divisione di Oculistica Largo B. Nigrisoli, 2 - 40133 Bologna ITALY