| La fovea è caratterizzata
anatomicamente da un assottigliamento degli strati interni della
retina, con uno spessore di 0,10 mm al centro, rispetto ai 0,23
mm alla periferia della macula (Duke-Elder S, 1961) (Last RJ, 1968)
Questa conformazione anatomica predispone l'area alla formazione
di fori maculari a tutto spessore in conseguenza di traumi bulbari
(Knapp H, 1869 I fori maculari traumatici possono associarsi a commotio
retinae, emorragie sottoretiniche e rotture di coroide. ).
La patogenesi in queste circostanze non è la trazione tangenziale
responsabile della formazione del foro maculare idiopatico. Il meccanismo
patogenetico infatti com-prende: a) necrosi postcontusiva, b) emorragia
subfoveale postcontusiva, c) trazione vitreale.
I fori maculari si verificano nel 4-5% dei pazienti con traumi contusivi
bulbari e possono svilupparsi a distanza di tempo dal trauma iniziale
(Ghafouri A e coll. 1997). I sintomi sono caratterizzati da scotoma
centrale e da metamorfopsie. I fori maculari generalmente rimangono
stabili e raramente determinano un distacco di retina.
Il foro maculare può essere associato a distacco di retina
post-traumatico. Marghe-rio e Schepens (1972) riportano una incidenza
di fori maculari nell' 1,3% dei pazienti con distacco di retina
traumatico, rispetto ad un’incidenza dello 0,5% dei distacchi
di retina non traumatici.
La terapia d’elezione è il trattamento chirurgico mediante
vitrectomia e rimozione del vitreo corticale posteriore.(Garcia-Arumi
J, Corcostegui B e coll. 1997) (Marghe-rio AR, Margherio RR e coll.
1998). Nei soggetti giovani, questa procedura chirurgi-ca è
complicata per la marcata aderenza del vitreo posteriore alla regione
maculare. Studi sperimentali hanno mostrato i benefici dell’utilizzo
di enzimi litici per il vitreo o l’interfaccia vitreo retinica
(Verstraeten TC, Chapman C e coll. 1993), (Tezel TH, Del Priore
LV, Kaplan HJ, 1998). Uno studio condotto da Margherio AR e coll.
(1998) dimostra i vantaggi dell’utilizzo di plasmina autologa
per la lisi enzimatica del vitreo prima della vitrectomia in casi
pediatrici di fori maculari traumatici.
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