| La presenza di emorragie retiniche
in età pediatrica spesso deve avanzare il sospet-to di trauma
oculare di tipo non accidentale (Eder el al. 1991; Buys et al 1992).
Il primo meccanismo responsabile di emorragie retiniche è
l’aumento della pres-sione venosa intraoculare determinata
da un aumento sia della pressione intracranica che della pressione
venosa centrale (Kaur and Taylor 1992).
Il rapido aumento della pressione intracranica spesso determina
emorragie sulla guaina del nervo ottico per estensione di emorragie
dallo spazio subaracnoideo (Lambert et al. 1986). Altro mec-canismo
è la rottura di vasi all’interno dello spazio subaracnoideo
delle guaine del nervo ottico. Terson descrive nel 1900 il caso
di un paziente con emorragia intravi-treale associata ad emorragia
intracranica (Terson A, 1926). La sindrome di Terson è caratterizzata
da emorragie intraoculari associate a emorragia acuta intracranica
a lo-calizzazione subdurale, sub-aracnoidea o intracerebrale, ad
insorgenza spontanea o traumatica. L’emorragia retinica si
presenta nel 20-40% degli adulti e nel 70% dei bambini con emorragia
cerebrale o subaracnoidea, con interessamento vitreale varia-bile
dallo 0,6 al 5% a seconda degli autori (Espinasse-Berrod MA, David
T e coll. 1988).
Il meccanismo patogenetico maggiormente accettato è quello
secondo cui l’emorragia sub-aracnoidea produce un aumento
acuto della pressione intracranica che si ripercuote sulle guaine
del nervo ottico ostruendo il drenaggio oculare venoso, con rottura
dei capillari retinici (Kahn SG, Frenkel M, 1974) (Toosi SH, Malton
M, 1987) (Weingeist TA, Goldman EJ, e coll. 1986).
L’entità dell’ emorragia intraoculare è
direttamente correlata con la velocità e la gravità
dell’innalzamento pressorio in-tracranico. Le emorragie sono
spesso multiple, bilaterali e localizzate al polo poste-riore (
Williams DF, Mieler WF, 1990) (Shaw HF, Landers MB e coll. 1977),
posso-no essere sottoretiniche, intraretiniche, nello spazio al
di sotto della membrana limi-tante interna (Vanderlinden RG, Chisolm
LD, 1994), subialoidee o intravitreali. Nella sindrome di Terson
generalmente il sangue si riassorbe spontaneamente, tuttavia in-dicazione
alla vitrectomia possono essere i casi di emorragie massive bilaterali
o emorragie vitreali persistenti in occhi con visione immatura come
nei bambini, allo scopo di prevenire l’ambliopia (Schulz PN,
Sobol WM, 1991). Indipendentemente dal meccanismo in causa, il risultato
è un aumento pressorio nella vena centrale della retina (Muller
and Deck 1974).
Anche il pianto, per il trauma e per il dolore, attraverso l’aumento
pressorio intra-toracico o intraaddominale e l’espirazione
forzata, ha l’effetto di aumentare la pres-sione venosa, con
aumento della pressione venosa centrale dando il quadro della Re-tinopatia
di Valsalva. Questa è caratterizzata da emorragie unilaterali
o bilaterali a-simmetriche, spesso localizzate sulla macula, più
comunemente preretiniche (sub-membrana limitante interna), ma anche
retiniche, sottoretiniche, vitreali; talvolta può manifestarsi
con quadri emorragici massivi come nella retinopatia di Purtscher
(To-masi and Rosman 1975).
Un’altro meccanismo causa di emorragie retiniche è
determinato dallo scuotimento della testa del bambino, risultato
di movimenti acceleratori e deceleratori (Lyle et al. 1957) come
nella “Shaken Baby Syndrome”. Questa sindrome è
una situazione tipica da violenze o maltrattamento sui bambini ed
è quasi esclusiva di un’età inferiore ai due
anni con una prevalenza nei primi 12 mesi di vita (Levin AV, 1990)
(Spaide RF, 1990). La testa dei bambini è particolarmente
vulnerabile ai traumi da scuotimento in quanto è relativamente
più larga del corpo e con un controllo inferiore rispetto
all’adulto per un minore sviluppo dei muscoli del collo (Greenwald
MJ, 1990). Lo scuotimento può determinare traumi al cervello
con emorragie, edema e aumento del-la pressione intracranica che
giocano un ruolo determinante nei danni neurologici, spesso permanenti.
Le emorragie possono essere sottoretiniche, intraretiniche, prere-tiniche
(subialoidee) ed estese al corpo vitreo nei casi più gravi
(Mushin and Morgan 1971). Come nella sindrome di Terson sono spesso
bilaterali e concentrate al polo posteriore (Jensen et al. 1971)
( Williams DF, Mieler WF, 1990). La patogenesi di queste emorragie
non è del tutto chiarita; è probabile intervengano
più meccanismi: la trazione sulla membrana limitante interna
e sui vasi retinici determinata dai movi-menti del vitreo e l’aumento
della pressione venosa trasmessa alla retina come nella retinopatia
di Valsalva. Il trauma da scuotimento può determinare cisti
retiniche con-tenenti sangue che quando si riassorbe, può
dare luogo a retinoschisi (Elder et al. 1991) con compromissione
visiva centrale quando interessato il polo posteriore (Gre-enwald
et al. 1986). La “Shaken Baby Syndrome” può determinare
pieghe retiniche concentriche con trazione vitreale al di fuori
delle arcate vascolari (Gaynon et al. 1988; Massicotte et al 1991).
La presenza di pieghe retiniche perimaculari è stata de-scritta
anche nella sindrome di Terson (Keithahn et al. 1993) (Han DP, Wilkinson
WS 1990).
La prognosi delle emorragie retiniche dipende dalla gravità
dell’emorragia e dal danno neurologico; nelle situazioni di
associato danno neurologico centrale, è diffici-le quantificare
l’entità del danno visivo; quando interviene una atrofia
del nervo otti-co per emorragia nelle guaine o per altri meccanismi
la prognosi visiva è scarsa. Le emorragie sottoretiniche
possono danneggiare l’epitelio pigmentato retinico e gli stra-ti
retinici esterni con perdita visiva importante se viene interessata
la fovea; le forme intraretiniche interessano soprattutto gli strati
bipolare e delle fibre nervose (Riffen-burgh and Sathyavagiswarand
1991). Le emorragie retiniche nella fase di risoluzione possono
determinare migrazione di pigmento in macula e formazione di membrane
epiretiniche (Clarkson JG, Flynn HW, e coll. 1980). La presenza
di depositi di emo-siderina può aiutare a datare le emorragie
ed in particolare a documentarne la diffe-rente epoca di insorgenza
(Elner et al. 1990). La sola presenza di emosiderina non è
discriminante di trauma non accidentale. (Gilliland et al. 1991).
Una variabile a questi quadri patologici è la sindrome di
Purtscher (Purtscher O, 1910, 1912), caratterizzata da essudati
cotonosi bilaterali ed emorragie intratretiniche attorno al disco
ottico, in pazienti con grave trauma cranico, in assenza di trauma
oculare diretto. La retinopatia di Purtscher è determinata
dall’occlusione delle arterio-le retiniche periferiche da
parte di microemboli di varia natura: coaguli di fibrina, ag-gregati
di piastrine-leucociti, emboli grassosi e aria (Williams DF, Mieler
WF e coll. 1990) (Gass JDM, 1987) (Power MH, Regillo CD e coll.
1997) (Behrens-Baumann W, Scheurer G e coll. 1992). I dati fuorangiografici
sono variabili ed includono riem-pimento coroideale normale, aree
focali di ostruzioni arteriolari retiniche, aree di non perfusione
capillare, impregnazione venosa e diffusione papillare (Beckingsdale
AB, Rosenthal AR, 1983) (Gass JDM, 1987). Questi microaggregati
possono essere so-stenuti, oltre che dal trauma cranico, da diverse
patologie sistemiche quali: pancreati-te acuta, malattie del connettivo,
porpora trombocitopenica, insufficienza renale cro-nica, fratture
delle ossa lunghe e lesioni da compressione toracica (Gass JDM,
1987) (Power MH, Regillo CD, 1997) (Chuang EL, Miller FS, 1985). |