| I traumi oculari rappresentano
un’importante problema in età pediatrica. L’incidenza
dei traumi oculari gravi nei bambini è di 11,8 ogni 100.000
(Morris et al. 1993) per anno. In assoluto il 35% dei traumi oculari
gravi avviene nei bambini, la maggiore parte in bambini con età
inferiore ai 12 anni (La Roche et al. 1988; Rapa-port et al. 1990)
e rientrano fra le principali cause di cecità legale nelle
statistiche mondiali accanto a: Tracoma, Xeroftalmia, Oncocercosi,
Cataratta, Glaucoma, Dege-nerazione Maculare Età Correlata
e Retinopatia Diabetica.
Questi dati epidemiologici sono costanti in molti paesi quali Israele
(Rapaport et al. 1990), Irlanda (Canavan et al. 1980), Malesia (Ilsar
et al. 1982) e Brasile (Moreira et al. 1988). I traumi oculari sono
la causa più frequente di cecità unilaterale, tra
le forme non congenite, in età in-feriore ai 20 anni (National
Society for the Prevention of Blindness 1980; Alfaro et al. 1994).
Nonostante l’importanza e la gravità del problema,
la ricerca per la preven-zione non è adeguatamente sviluppata
per l’insufficienza di programmi educativi di informazione
sui pericoli e le conseguenze dei traumi oculari (National Society
to Prevent Blindness, 1988).
La gestione diagnostica e terapeutica rappresentano sempre una sfida
per l’oculista, la valutazione preoperatoria è spesso
inficiata da informazio-ni incomplete e da scarsa cooperazione del
paziente durante la visita, mentre nel po-stoperatorio una spiccata
tendenza alla proliferazione vitreoretinica, nelle patologie traumatiche
del segmento posteriore, e il potenziale sviluppo di ambliopia possono
compromettere la prognosi dopo un successo della chirurgia riparatrice
del trauma.
La prognosi del recupero visivo è condizionata anche da fattori
psicosociali. Baxter et al. (1994) dimostrano l’importanza
della non-compliance rispetto alla correzione otti-ca o alla occlusione
dopo traumi oculari perforanti del segmento anteriore nei bambini.
Molti sono i fattori che espongono i bambini a gravi traumi accidentali
agli occhi, in primo luogo la scarsa conoscenza del pericolo e la
loro naturale curiosità (Scharf and Zonis 1995; Niiranen
and Raivio 1981; Moreira et al. 1988; Rapaport et al. 1990), per
questo i bambini in età fra 0 e 5 anni sono maggiormente
esposti rispetto a quelli di età fra 5 e 18 anni. I maschi
sono più affetti delle femmine soprattutto in età
superiore ai 6 anni. Fattore di rischio importante è un ridotto
o assente controllo sui bambini da parte degli adulti. La “National
Society to Prevent Blindness” ha cal-colato che la frequenza
e gravità di più del 90% di tutti i traumi oculari
in età pediatrica può essere prevenuto (National Society
to Prevent Blindness, 1988).
I bambini più piccoli più spesso subiscono traumi
da cadute accidentali, o vengono colpiti da oggetti appuntiti: freccette
e/o pallottole giocattolo, oggetti di casa. Nei bambini più
grandi i traumi sono spesso conseguenti ad eventi sportivi: hockey
su ghiaccio, baseball, football, tennis (American Academy of Ophthalmology
Protective eyewar for young athletes. 1966).
Speciali entità di traumi oculari nell’infanzia sono
i traumi non accidentali da vio-lenze e maltrattamenti, o da automutilazione,
possibile in bambini con gravi handicap mentali. Gli abusi sull’infanzia
sono causa di 1100 decessi per anno riconosciuti negli USA, ed il
15% dei bambini che hanno subito abusi presentano danni fisici perma-nenti
(Sedlak 1987). Il coinvolgimento oculare si ha in circa il 40% dei
traumi da vio-lenze (Friendly 1971); in una percentuale variabile
dal 65 all’85% di tutti i traumi non accidentali sono rilevabili
come reperto occasionali emorragie retiniche (Aron et al. 1970;
Billmire and Myers 1985), che rappresentano la lesione più
caratteristica di questo tipo di trauma (Kiffney 1964); esiste quindi
un’importante correlazione tra emorragie retiniche e violenze
sui minori.
I traumi oculari del segmento posteriore possono essere divisi in
due categorie: traumi a bulbo chiuso, comprendenti le contusioni
e le lacerazioni lamellari, e traumi a bulbo aperto. I traumi oculari
a bulbo chiuso rappresentano la causa più frequente di traumi
al segmento posteriore, possiamo includere: commotio retinae; emorragie
pre-retiniche, intraretiniche e sottoretiniche; edema maculare cistoide;
formazione di fori retinici; rotture di coroide; avulsione del nervo
ottico; contusioni dell'epitelio pigmen-tato retinico e depigmentazione,
distacco di retina traumatico.
I traumi a bulbo aperto comprendono le rotture e le lacerazioni.
Nell’ambito delle lacerazioni distinguiamo i traumi penetranti,
i corpi estranei endobulbari e i traumi perforanti (BETT) ( Kuhn
F, Morris R, Witherspoon D e coll, 1996).
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