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CON COINVOLGIMENTO DEL SEGMENTO POSTERIORE IN ETA’ PEDIATRCA
 
Dott. Manlio Nicoletti   •   Dott. Silvia Garuti   •   Dott. Giorgio Tassinari
 


 
EPIDEMIOLOGIA DEI TRAUMI NELL’INFANZIA prosegui >

I traumi oculari rappresentano un’importante problema in età pediatrica. L’incidenza dei traumi oculari gravi nei bambini è di 11,8 ogni 100.000 (Morris et al. 1993) per anno. In assoluto il 35% dei traumi oculari gravi avviene nei bambini, la maggiore parte in bambini con età inferiore ai 12 anni (La Roche et al. 1988; Rapa-port et al. 1990) e rientrano fra le principali cause di cecità legale nelle statistiche mondiali accanto a: Tracoma, Xeroftalmia, Oncocercosi, Cataratta, Glaucoma, Dege-nerazione Maculare Età Correlata e Retinopatia Diabetica.
Questi dati epidemiologici sono costanti in molti paesi quali Israele (Rapaport et al. 1990), Irlanda (Canavan et al. 1980), Malesia (Ilsar et al. 1982) e Brasile (Moreira et al. 1988). I traumi oculari sono la causa più frequente di cecità unilaterale, tra le forme non congenite, in età in-feriore ai 20 anni (National Society for the Prevention of Blindness 1980; Alfaro et al. 1994).
Nonostante l’importanza e la gravità del problema, la ricerca per la preven-zione non è adeguatamente sviluppata per l’insufficienza di programmi educativi di informazione sui pericoli e le conseguenze dei traumi oculari (National Society to Prevent Blindness, 1988).
La gestione diagnostica e terapeutica rappresentano sempre una sfida per l’oculista, la valutazione preoperatoria è spesso inficiata da informazio-ni incomplete e da scarsa cooperazione del paziente durante la visita, mentre nel po-stoperatorio una spiccata tendenza alla proliferazione vitreoretinica, nelle patologie traumatiche del segmento posteriore, e il potenziale sviluppo di ambliopia possono compromettere la prognosi dopo un successo della chirurgia riparatrice del trauma.
La prognosi del recupero visivo è condizionata anche da fattori psicosociali. Baxter et al. (1994) dimostrano l’importanza della non-compliance rispetto alla correzione otti-ca o alla occlusione dopo traumi oculari perforanti del segmento anteriore nei bambini.
Molti sono i fattori che espongono i bambini a gravi traumi accidentali agli occhi, in primo luogo la scarsa conoscenza del pericolo e la loro naturale curiosità (Scharf and Zonis 1995; Niiranen and Raivio 1981; Moreira et al. 1988; Rapaport et al. 1990), per questo i bambini in età fra 0 e 5 anni sono maggiormente esposti rispetto a quelli di età fra 5 e 18 anni. I maschi sono più affetti delle femmine soprattutto in età superiore ai 6 anni. Fattore di rischio importante è un ridotto o assente controllo sui bambini da parte degli adulti. La “National Society to Prevent Blindness” ha cal-colato che la frequenza e gravità di più del 90% di tutti i traumi oculari in età pediatrica può essere prevenuto (National Society to Prevent Blindness, 1988).
I bambini più piccoli più spesso subiscono traumi da cadute accidentali, o vengono colpiti da oggetti appuntiti: freccette e/o pallottole giocattolo, oggetti di casa. Nei bambini più grandi i traumi sono spesso conseguenti ad eventi sportivi: hockey su ghiaccio, baseball, football, tennis (American Academy of Ophthalmology Protective eyewar for young athletes. 1966).
Speciali entità di traumi oculari nell’infanzia sono i traumi non accidentali da vio-lenze e maltrattamenti, o da automutilazione, possibile in bambini con gravi handicap mentali. Gli abusi sull’infanzia sono causa di 1100 decessi per anno riconosciuti negli USA, ed il 15% dei bambini che hanno subito abusi presentano danni fisici perma-nenti (Sedlak 1987). Il coinvolgimento oculare si ha in circa il 40% dei traumi da vio-lenze (Friendly 1971); in una percentuale variabile dal 65 all’85% di tutti i traumi non accidentali sono rilevabili come reperto occasionali emorragie retiniche (Aron et al. 1970; Billmire and Myers 1985), che rappresentano la lesione più caratteristica di questo tipo di trauma (Kiffney 1964); esiste quindi un’importante correlazione tra emorragie retiniche e violenze sui minori.
I traumi oculari del segmento posteriore possono essere divisi in due categorie: traumi a bulbo chiuso, comprendenti le contusioni e le lacerazioni lamellari, e traumi a bulbo aperto. I traumi oculari a bulbo chiuso rappresentano la causa più frequente di traumi al segmento posteriore, possiamo includere: commotio retinae; emorragie pre-retiniche, intraretiniche e sottoretiniche; edema maculare cistoide; formazione di fori retinici; rotture di coroide; avulsione del nervo ottico; contusioni dell'epitelio pigmen-tato retinico e depigmentazione, distacco di retina traumatico.
I traumi a bulbo aperto comprendono le rotture e le lacerazioni. Nell’ambito delle lacerazioni distinguiamo i traumi penetranti, i corpi estranei endobulbari e i traumi perforanti (BETT) ( Kuhn F, Morris R, Witherspoon D e coll, 1996).

 

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